Cinema di quartiere a Gorizia

Venerdì 5 giugno alle 21.00 siete cordialmente invitati alla proiezione del film collettivo Nostro cine quotidiano, che si terrà presso l’oratorio della Parrocchia di Piazzutta, in piazza Tommaseo 12 a Gorizia.
Per decenni, il Kinoatelje ha esplorato il patrimonio cinematografico del territorio goriziano, seguendo memorie e storie che attraversano i confini. Da questa eredità nasce un nuovo capitolo: un film a episodi la cui guida è stata affidata a una nuova generazione di cineasti. Questo film collettivo è stato girato a Gorizia nell’estate 2025 — tra strade e fiumi in cui le storie si intrecciano, una città-soglia scolpita dal proprio battito. Sotto la direzione artistica del regista Alessandro Comodin e ispirati dal libro Nostro cine quotidiano di Sandro Scandolara, cinque autori — Laura Samani, Ester Ivakič, Otto Lazić-Reuschel, Jan Devetak e Francesco Sossai — hanno smantellato la frontiera per dar vita a un ritratto polifonico della città.
La proiezione sarà disponibile con sottotitoli in italiano, entrata libera.
Il film è stato prodotto dal Kinoatelje nell’ambito dell’omonimo progetto inserito come parte del progetto BorGO Cinema, iniziativa che coinvolge diverse realtà cinematografiche goriziane ed è finanziata dal Bando Borghi del PNRR, con l’obiettivo di rivitalizzare e ampliare l’offerta culturale nelle vie storiche di Gorizia.
Evento in collaborazione tra La collina coop. Soc., il Kinoatelje, Prologo, Legambiente Gorizia, Kulturni dom Gorica, Coop Alleanza 3.0, Ater Gorizia, ASUGI, con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio Gorizia.
TRAILER DEL FILM - leggi le sinossi sotto
I FILM
LIEBESTRAUM, 12', regia Jan Devetak
L’attrice Nora Gregor muore all’età di quarantasette anni, nel suo ultimo esilio a Santiago del Cile, tre settimane dopo aver appreso della morte della madre. È il 20 gennaio 1949. Un secondo dopo apre gli occhi – e si ritrova a Gorizia nell’anno 2025.
“I temi del film sono la casa, la famiglia e la vecchiaia. Il caso vuole, che siano proprio queste le parole che mi vengono in mente quando penso a Gorizia, mia città natale. Nel film ho intrecciato anche la speranza, perché, sebbene viviamo in tempi bui, la natura transfrontaliera della nostra città mi infonde di fiducia nel futuro. Questo processo mi ha permesso di riscoprire solide radici.” Jan Devetak
NIENTE SI SA - DUE PASSEGGIATE A GORIZIA, 16', regia Laura Samani
Gorizia d’estate. Una coppia si prepara a partire per le vacanze. Tra strade vuote e cinema chiusi, tutto sembra già alle spalle. A restare è Paolino, che vaga per la città ripensando al suo amore perduto.
“Questo progetto è nato come una ricerca: mappare i cinema scomparsi di Gorizia. Come sempre accade, abbiamo trovato altro.” Laura Samani
NELLE NUVOLE DELLA MEMORIA, 8', regia Francesco Sossai
Una figura appare dal futuro - mandata da un mondo nel quale non esiste più il Cinema - per recuperare una copia di un film con Nora Gregor. Raccontato in prima persona da un regista giapponese, come se fosse un piccolo diario psico-geografico sulla città di Gorizia.
"Lo incontrai nel giorno dell'insuccesso. Stavo scrivendo una sceneggiatura, pensavo l'Italia mi avrebbe ispirato - le sue architetture, il modo di vivere nelle piazze. Gorizia mi piaceva, città di confine, tra un mondo e l'altro. Quando vieni da lontano però, i confini sono più sfumati. Io venivo da lontano. Da Sendai. Volevo scrivere, volevo disperatamente scrivere, ma tutto ciò che ero riuscito a fare era stato perdermi. Lontano dal Giappone, non c'era niente da raccontare. Quell'uomo mi apparve su una panchina - uso il verbo 'apparire' perché fu proprio così: apparve come in un vecchio film muto, tramite una dissolvenza."
Da qui comincia il viaggio di un regista giapponese dentro a Gorizia e i suoi tesori cinematografici segreti: l’incontro con un uomo che proviene dal futuro, un futuro dove il Cinema non esiste più, che torna nel suo passato, il nostro presente, alla ricerca di una bobina contenente il primo piano di Nora Gregor. Per salvare il salvabile dall’oblio.
Corre voce che il più grande quadro del Tiziano sia il Martirio di San Pietro, commissionatogli dalla parrocchia di Zanipolo a Venezia – lo straordinario culmine dell’arte dell’artista cadorino andò irrimediabilmente perduto dopo un violento incendio. Cosa succederebbe se potessimo tornare indietro nel tempo e salvare il quadro dalla sua distruzione? Con questo spirito del paradosso viene raccontata questa piccola storia. Francesco Sossai
A Gorizia un uomo,
dal futuro, cerca film—
Gregor e Kino.
Vecchia pellicola,
Nora Gregor lo aspetta—
frontiera di film.
Dal futuro viene,
una bobina cercando—
Kinoatelje, frontiera.
Francesco Sossai
BAMBI BY THE RIVER, 6', regia Ester Ivakič
Due ragazze sognano di vedere al cinema il celebre cartone animato Bambi. Ma quando lo spettacolo risulta esaurito, trasformano la riva del fiume nel loro personale cinema.
“Lavorare con la nostra immaginazione e creare per noi stessi uno spazio al di fuori di quello tradizionale è sempre stato un mio interesse, così come l’amicizia, l’amore e la natura. Così, imbattendomi in un articolo che parlava delle proiezioni sempre esaurite del film Bambi, è stato quindi naturale che mi venissero in mente due ragazze e che la loro storia si sviluppasse proprio in questo modo.” Ester Ivakič
NESSUNO CI CREDERÀ, 12', regia Otto Lazić-Reuschel
Gorizia, 1930. Lo sguardo del cineoperatore dell’OND ci mostra le marce del regime, la festa. Immaginando la voce dei suoi pensieri, ci immergiamo nelle sue insicurezze e nel suo arrendersi ad un silenzioso dissenso. Le immagini restano, e continuano a raccontare un tempo che ad oggi ancora non passa.
“Dopo aver scoperto il Fondo Simonelli – il materiale d’archivio collezionato da Cristaldo Simonelli, che prima dell’avvento del fascismo portava il cognome Simončič – sono rimasto affascinato da tutte quelle riprese effettuate dall'O.N.D. (Organizzazione Nazionale del Dopolavoro). Questo materiale, custodito dal Kinoatelje, mi ha subito colpito e mi ha spinto a riflettere e a immaginare come un personaggio con un'identità transfrontaliera abbia fatto i conti con il fascismo. Nel nostro caso, abbiamo provato a immedesimarci nel cineoperatore che stava dietro la macchina da presa, un po' per paura e un po' per rispetto. Ci siamo immedesimati nelle sue memorie e speranze, immaginandole attraverso gli occhi di chi oggi sa cosa è successo ieri.” Otto Lazić-Reuschel