Rassegna del cinema sloveno in Italia – Rubare la terra a Trieste
La cinefilia è un fascio di luce che attraversa il buio della sala e unisce amici nonché sconosciuti nella stessa storia. Nel crocevia transfrontaliero in cui si intrecciano storia e vita quotidiana, la Rassegna del cinema sloveno in Italia apre da anni uno spazio di incontro tra due culture: i film sloveni contemporanei attraversano le lingue, arricchiti da sottotitoli in italiano. Il programma propone opere recenti, incluse le produzioni premiate al Festival del cinema sloveno. Ogni proiezione consente di guardare il mondo da una posizione leggermente diversa dal solito.
A maggio arriva anche la satira drammatica Rubare la terra (Zemljo krast), diretta da Žiga Virc e scritta dalla sceneggiatrice Iza Strehar. Il film segue due famiglie che si incontrano a causa di un litigio tra bambini durante il gioco "rubare la terra". Quando uno dei ragazzi dichiara di essere la Palestina, l’innocente gioco infantile si trasforma in uno specchio del mondo contemporaneo. La serata si evolve in un teso scontro ideologico, dove ogni parola diventa un’arma e il soggiorno si trasforma nel palcoscenico delle tensioni sociali del nostro tempo. Il film verrà proiettato al cinema Ariston di Trieste con presenti gli autori del film. In collaborazione con La cappella undergound e il Slovenski klub.
La serata verrà introdotta dal cortometraggioanimato Julka (2025), diretto da Valeria Cozzarini e ispirato all’opera letteraria di Boris Pahor La farfalla sull’attaccapanni (Metulj na obešalniku). Il produttore sloveno è Arsmedia, mentre i coproduttori italiani sono Altreforme e Solaria Film. Il progetto ha beneficiato del sostegno finanziario italiano di Io Sono Friuli-Venezia Giulia, Friuli-Venezia Giulia Film Commission, Fondo Audiovisivo FVG, e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.
Se Rubare la terra, attraverso un taglio satirico, incide nelle tensioni della società contemporanea, nelle banalità del quotidiano e nelle fratture delle relazioni interpersonali – che con inquietante facilità possono trasformarsi in esclusione, controllo e violenza silenziosa – Julka apre, con la forza trattenuta ma dolorosa dell’animazione, uno spazio di memoria storica legato alla repressione fascista, al divieto dell’uso della lingua e alla cancellazione sistematica dell’identità. Entrambi i film instaurano così un dialogo con l’eredità del fascismo e con le sue risonanze nel presente, dove le questioni di potere, controllo, appartenenza e violenza (in)visibile restano drammaticamente attuali.
Ingresso: 6 euro.
La rassegna, organizzata dal Kinoatelje in collaborazione con l’Ufficio del Governo della Repubblica di Slovenia per gli Sloveni d’oltreconfine e nel mondo, il Centro cinematografico sloveno, e la Regione Friuli-Venezia Giulia, anche nel 2026 rinnova il proprio impegno nel connettere il pubblico, promuovere il dialogo interculturale e sostenere la diffusione del cinema sloveno contemporaneo nello spazio internazionale.
Rubare la terra
Regia: Žiga Virc | Slovenia | 2025 | 70 minuti | dramma, satira | sottotitoli in italiano
Due coppie di genitori si incontrano per discutere di un episodio accaduto a scuola. I loro figli stavano giocando a «rubare la terra», un gioco tradizionale in cui i bambini tracciano territori nella sabbia e cercano di conquistarli finché non rimane un solo vincitore. Quello che dovrebbe essere un innocente gioco infantile si complica quando uno dei ragazzi dichiara di essere la Palestina. All’improvviso il gioco diventa uno specchio del mondo, e i genitori si ritrovano coinvolti in un acceso dibattito. Il vino scorre, le tensioni crescono, le alleanze si formano e si sgretolano. Il soggiorno si trasforma in un’aula di tribunale, campo di battaglia e confessionale. Le maschere cadono, le convinzioni si rivelano e il più piccolo dei giochi infantili apre le più grandi questioni del nostro tempo.
Tagliente satira da salotto, girata in soli due giorni, il film rivela quanto sia fragile la tolleranza e quanto rapidamente una conversazione quotidiana possa trasformarsi in una lotta per il territorio ideologico.
