Arena estiva, Le città di pianura

Quando il giorno volge alla sera, tra i luoghi che si snodano sui due lati del confine, torna a tendersi lo schermo del cinema estivo. L’itinerante Cinema Isonzo-Kino Soča, portavoce turchese di storie cinematografiche, prosegue il suo viaggio. Fino alla fine dell’estate, il Kinoatelje, insieme a numerosi partner, illuminerà le notti estive con proiezioni cinematografiche, incontri con gli autori e fara apparire quella speciale magia del cinema sotto le stelle. La rete di spazi culturali che si snodano dalla sorgente alla foce dell’Isonzo porta un’esperienza cinematografica di qualità anche nei luoghi dove il cinema solitamente non c’è e, soprattutto, crea uno spazio per uno sguardo più lento, per un’esperienza condivisa e per storie che, tra il fruscio degli alberi, il vento della sera e la luce del proiettore, continuano a riecheggiare tra le persone ben oltre la notte.
La centralissima Piazza Silvan Furlan di Nova Gorica si trasformerà quest'anno, per il quattordicesimo anno consecutivo, nell'Arena estiva Silvan Furlan. Dal 25 al 31 luglio, alle ore 21.00, sotto il cielo stellato prenderà nuovamente vita una selezione di serate cinematografiche eterogenee per generi, che spazieranno dai successi dei festival internazionali alle novità selezionate della produzione d'autore contemporanea.
La proiezione è in italiano con sottotitoli in sloveno.
In caso di maltempo le proiezioni si sposteranno presso l'EPICenter in Piazza Transalpina.
Ingresso libero.
I sogni cinematografici sotto il cielo stellato sono firmati da Kinoatelje, sotto il patrocinio dell'Ente per il turismo Nova Gorica e Valle del Vipava, del Comune di Nova Gorica e del Javni zavod GO! 2025.
31. 7. 2026
Le città di pianura, Francesco Sossai, 2025, 100'
Questa commedia drammatica, calda e ironica, segue due cinquantenni e un timido studente di architettura in un viaggio inaspettato attraverso le pianure venete. Con una delicata ironia, il film parla di amicizia, alcol e dello scorrere del tempo. Una lettera d'amore a un territorio che la macchina da presa osserva con affetto e una sottile malinconia.
Grande vincitore dei Premi David di Donatello 2026 con otto statuette ricevute, tra cui miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale e miglior attore protagonista.
In collaborazione con il festival cinematografico transfrontaliero Poklon viziji / Omaggio alla visione.
Le città di pianura è stato presentato in anteprima al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard; tra gli altri festival, è stato proiettato anche a Toronto e New York, e da noi al festival Poklon viziji a Nova Gorica.
Il regista Francesco Sossai sul film
Le città di pianura è nato in una notte d'inverno di quasi dieci anni fa, quando mi sono ubriacato a Venezia con un buon amico. Abbiamo conosciuto un giovane studente di architettura dello IUAV di Venezia, e quello è stato l'inizio di una grande amicizia. Il mattino seguente, quasi per scherzo, gli abbiamo presentato l'idea di un film su due uomini di montagna che arrivano a Venezia per un ultimo bicchiere. Il film è iniziato così come uno scherzo, ruotando attorno a tre temi principali: l'alcol, l'amicizia e l'architettura (...)
Trovo significativo che oggi usiamo la parola "zona" anziché "terra", come dice il conte Bugnello nel film. Questo slittamento semantico la dice lunga su quel poco che è rimasto del Veneto rurale. Oggi si ha la sensazione che una solitudine urbana si stia espandendo nella campagna, ed è proprio questo che volevo trasmettere nel film. I paesi non sono più quelli di una volta, e le città non lo sono ancora diventate. Volevamo esplorare l'anima di un paesaggio che è diventato un ricchissimo cimitero. Scompare tutto ciò che non è subordinato agli interessi commerciali, gli ecosistemi sono inquinati, e le vecchie case abbandonate o demolite lasciano il posto a condomini impersonali. (...)
In un mondo in costante cambiamento, cerco modi (di vivere) perduti per poter trovare una nuova strada da percorrere. Sento molto vicina l'idea di Pasolini sulla "forza rivoluzionaria e scandalosa del passato" – la ricerca di tracce di umanità, di intuizioni e visioni del passato che possano accendere nuove idee orientate verso il futuro.(...)