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Finale della retrospettiva Oriente Vzhod / Occidente Zahod

26. 11. 2025 • Notizie

A Berlino, città in cui agli occhi del mondo il confine ha tagliato tra l’Est e l’Ovest e dove le comunità divise hanno sentito sulla propria pelle ogni scossa della storia, mentre il desiderio di libertà non si è mai del tutto affievolito, si conclude la retrospettiva Oriente Vzhod / Occidente Zahod – La frontiera nel cinema e nella storia. Il progetto, che attraverso il cinema indaga la vita lungo i confini e l’intreccio delle culture, fa parte del programma ufficiale della Capitale Europea della Cultura GO! 2025 e a Berlino chiuderà il proprio percorso internazionale dal 21 al 26 novembre 2025.

L’evento nasce in collaborazione con il cinema d’essai Kino Krokodil, un affermato punto di riferimento berlinese per il cinema dell’Europa orientale e centro-orientale e per le conversazioni accuratamente curate. Il primo legame tra le due istituzioni era stato creato già in occasione della Berlinale 2024; ora, invece, torniamo con una selezione compatta di film e dialoghi che accompagnano il pubblico nel mondo delle esperienze di confine – là dove la vita è al tempo stesso periferica e centrale nell’Europa contemporanea. Il cinema, diretto da Gabriel Hageni e Debora Fiora, ha recentemente ricevuto il Premio Konrad-Wolf 2025, riconoscimento della sezione per il cinema e le arti mediali dell’Accademia delle Arti di Germania, assegnato a personalità e istituzioni dal rilevante contributo artistico, cinematografico e culturale.

Il cinema come spazio di memoria e di passaggio

Fino a mercoledì, il programma della retrospettiva intreccerà in diverse serate consecutive classici del cinema, preziosi materiali d’archivio e sguardi contemporanei che aprono interrogativi sulla vita lungo il confine e sui paesaggi della memoria che stanno scomparendo. Dai primi resoconti del dopoguerra sul Carso alle riflessioni sulle migrazioni e identità contemporanee, la selezione dei film crea uno spazio in cui storia e presente si incontrano in un dialogo vivo. Alla preparazione del programma hanno collaborato Kinoatelje, Kino Krokodil, Centro cinematografico sloveno, La Cappella Underground, Cinemazero, Archivio cinematografico sloveno, Istituto Luce e le cineteche di Gemona, Ljubljana, Roma e Bologna.

La retrospettiva è accompagnata anche da un catalogo trilingue, concepito come un atlante in cui storici, critici, antropologi, cineasti e autori televisivi tracciano le proprie mappe mentali dello spazio tra confini e passaggi. Il catalogo è stato presentato dai curatori Donatello Fumarola e Mateja Zorn insieme alla coordinatrice della retrospettiva, Jasna Pinatrič.

Da Berlino a Roma e Maribor

La retrospettiva ha dimostrato – quasi come un riflesso del percorso che attraversa la storia – che queste sono delle tematiche delle quali desideriamo ancora parlare. È come se i film presentati avessero riaperto domande mai del tutto sopite e confermato che l’interesse per queste opere supera i confini: dai festival e dalle organizzazioni cinematografiche al pubblico delle città dell’Europa orientale e occidentale.

Su invito dell’associazione Društvo za razvoj filmske kulture Maribor, giovedì 27 novembre la retrospettiva farà tappa nell’Intimni kino GT22, dove verranno proiettati Dov’è la cortina di ferro? di Mako Sajko e La forntiera di Franco Giraldi, introdotti da Majda Širca, critica cinematografica e documentarista, nell’ambito del progetto Kritiški popotnik. Al Cinema Nuovo Aquila di Roma, gioiello architettonico del razionalismo situato nel vivace quartiere Pigneto – tanto amato e immortalato dalla camera di Pasolini – il 6 e 7 dicembre presenteremo la nuova copia digitalizzata del film Meja di Giraldi (digitalizzazione a cura del Centro Sperimentale di Cinematografia). L’introduzione al film sarà condivisa con un ospite speciale: l’eccezionale Giancarlo Giannini, protagonista dell’opera, presente alla proiezione. Domenica 7 dicembre, la retrospettiva proseguirà con due opere preziose: il cortometraggio del grande maestro Karpo Godina, Abissinia, e la coproduzione sloveno-italiana Rosa, il lungometraggio della regista triestina slovena Katja Colja, che sarà presentato in sala insieme alla regista e ai membri del cast.