Rassegna del cinema sloveno in Italia – Sarajevo safari a Gorizia

La cinefilia è un fascio di luce che attraversa il buio della sala e unisce amici nonché sconosciuti nella stessa storia. Nel crocevia transfrontaliero in cui si intrecciano storia e vita quotidiana, la Rassegna del cinema sloveno in Italia apre da anni uno spazio di incontro tra due culture: i film sloveni contemporanei attraversano le lingue, arricchiti da sottotitoli in italiano. Il programma propone opere recenti, incluse le produzioni premiate al Festival del cinema sloveno. Ogni proiezione consente di guardare il mondo da una posizione leggermente diversa dal solito.
Per la prima volta arriva nelle sale cinematografiche italiane il documentario Sarajevo safari, con sottotitoli in italiano, del regista Miran Zupanič, che porta alla luce una delle storie più sconvolgenti e taciute dell’assedio di Sarajevo tra il 1992 e il 1996: l’esistenza di un misterioso gruppo di ricchi stranieri che pagavano per avere la possibilità di sparare sui cittadini della città assediata. Il film avrà la sua prima italiana il 25 marzo 2026 a Pordenone nell’ambito del festival Pordenone Docs Fest, mentre a Gorizia potremo vedere la replica il 16 aprile 2026 alle ore 17.30 presso il Palazzo del Cinema di Gorizia.
Ingresso: 6 euro.
La promozione del film in Italia avviene in collaborazione con la piattaforma OpenDDB.
La rassegna, organizzata dal Kinoatelje in collaborazione con l’Ufficio del Governo della Repubblica di Slovenia per gli Sloveni d’oltreconfine e nel mondo, il Centro cinematografico sloveno, e la Regione Friuli-Venezia Giulia, anche nel 2026 rinnova il proprio impegno nel connettere il pubblico, promuovere il dialogo interculturale e sostenere la diffusione del cinema sloveno contemporaneo nello spazio internazionale.
Sarajevo safari
Tra i numerosi episodi drammatici dell’assedio di Sarajevo (1992–1996), è rimasta a lungo nascosta al più vasto pubblico la vicenda dei cosiddetti “safari umani”. Pochi sapevano che, sul fronte serbo, accanto all’Esercito della Republika Srpska, ai volontari e ai mercenari, operava anche un piccolo e misterioso gruppo. Si trattava di facoltosi stranieri che pagavano somme ingenti per avere la possibilità di sparare contro gli abitanti della Sarajevo assediata.