Mostra RE-CIKEL di Anka Štular

Il Kinoatelje vi invita martedì 27 gennaio alle ore 18.00 presso lo Spazio mostre del cinema Kinemax a Gorizia (IT) all’inaugurazione della mostra Re-cikel della designer e nostra stretta collaboratrice Anka Štular. All’inaugurazione seguirà un brindisi presso la sede del Kinoatelje.
La mostra Re-cikel presenta una rassegna e un racconto visivo che racchiude quattro anni di collaborazione tra la designer multimediale Anka Štular e il Kinoatelje – ente impegnato nella costruzione di ponti, nella ricerca e nella tutela della cultura cinematografica e del patrimonio audiovisivo, in un territorio di confine unico come quello tra Gorizia e Nova Gorica.
Anka Štular opera come graphic designer indipendente dal 1989. Il suo lavoro abbraccia un ampio spettro della comunicazione visiva: dalle identità visive e dalle pubblicazioni alle soluzioni grafiche per spazi interni, fino al product design. Nel corso dei decenni ha sviluppato una spiccata sensibilità per il dialogo tra immagine e spazio, nonché per l’intreccio tra visivo ed esperienza tattile. Nata a Ljubljana, ha nel tempo intrecciato forti legami creativi con il territorio goriziano, non solo con il Kinoatelje, ma anche con la stilista Tanja Zorn, con la quale collabora allo sviluppo di pattern e stampe tessili.
Non è quindi casuale che, come medium espositivo centrale nello Spazio mostre del cinema Kinemax, abbia scelto proprio il tessuto: un materiale che, con la sua morbidezza, stratificazione e calore, esprime in modo particolarmente efficace il processo di sovrapposizione di immagini e motivi, tipico della progettazione grafica. Il tessuto, qui, non è soltanto un supporto dell’immagine, ma diventa uno spazio in cui l’immagine si estende, si trasforma ed entra in relazione con il corpo del visitatore.
Il titolo della mostra Re-cikel gioca su una duplice accezione: richiama le rassegne e i cicli cinematografici e, allo stesso tempo, il concetto di riciclo – riuso e trasformazione delle immagini. Le immagini in mostra si sovrappongono, si dissolvono e si ricompongono in processi non lineari, ma circolari e polisemici, analogamente al linguaggio del cinema.
Re-cikel non è quindi soltanto uno sguardo retrospettivo su una collaborazione, ma anche un invito a riflettere su come il mondo visivo sia in costante mutamento, ritorno e riformulazione, continuamente reinterpretato nello spazio, nel tempo e nella nostra esperienza percettiva.