SLOITA

Impronte di luce: Battiti di cinefilia sul confine

data: 10.01.2024

categoria: notizie

Uno sguardo al passato, ma sempre volto anche verso il futuro

 

Se dovessimo tracciare una panoramica dei punti cardine relativi alla cinematografia slovena troveremmo sulla nostra mappa certamente la città di Ljutomer, dove lavorò il pioniere del cinema sloveno Karol Grossman, il monte Triglav, dove è stato girato il primo lungometraggio sloveno Nel regno del Corno d'oro (V kraljestvu zlatoroga), Baška grapa, la location del primo film sonoro sloveno Sulla nostra terra (Na svoji zemlji), e Ljubljana, dove gli studi cinematografici Triglav Film, e in seguito Viba Film, hanno prodotto i lungometraggi Kekec, Vesna, La valle della pace (Dolina miru) e altri classici sloveni. Un altro dei centri cinematografici sloveni, invece, si trovava dall'altra parte del confine, più precisamente a Gorizia. Nel 1981 la cinematografia slovena, che fino ad allora era stata presentata all'estero solo nell'ambito della produzione jugoslava, venne presentata per la prima volta al pubblico italiano in una retrospettiva, ormai considerata storica, dal titolo Cinema sloveno 1946-1981 Slovenski film. La retrospettiva proposta a Gorizia comprendeva quindici film, tra i quali possiamo trovare Sulla nostra terra (Na svoji zemlji) di France Štiglic, e La zattera della Medusa (Splav Meduze) di Karpo Godina. L’iniziativa ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del cinema sloveno anche grazie alla pubblicazione nella quale è stata presentata per la prima volta una filmografia slovena con il contributo di diversi critici cinematografici come Rapa Šuklje, Silvan Furlan, Milko Rener, Carlo Lizzani, Sandro Scandolara e anche Darko Bratina, il fondatore del Kinoatelje. Anche nelle pubblicazioni, i film sloveni sono stati fino ad allora presentati solamente come parte del cinema jugoslavo.

»Siamo convinti che sia giusto ed importante presentare questa retrospettiva in un paese al quale siamo legati da sincera amicizia, e nel quale vivono numerosi sloveni che, con le loro attività, confermano la possibilità e la necessità di buoni rapporti tra i popoli di qua e al di là del confine,« scriveva allora nell'editoriale Jože Osterman, presidente dell'Associazione delle organizzazioni culturali della Slovenia (Zveza kulturnih organizacij Slovenije).

La presentazione dei film sloveni in Italia, organizzata più di quarant'anni fa dal Kinoatelje, dall'Unione dei circoli culturali sloveni, dalla rivista Ekran, dall'Associazione delle organizzazioni culturali della Slovenia e dal Piccolo Cineforum, non ha preso vita solamente presso il Kulturni dom di Gorizia, ma è arrivata a toccare anche Milano e Roma. Allo stesso tempo si svolgevano, regolarmente le proiezioni e le anteprime italiane dei film sloveni a Gorizia. »Gorizia è diventata un osservatorio del cinema sloveno e di una società che cambia,« ha affermato Aleš Doktorič, il presidente del Kinoatelje all’epoca, nel 2006 in occasione del 25° anniversario della manifestazione.

 

Prende vita la rassegna del cinema sloveno 2024/2025

È proprio con questo spirito che il Kinoatelje vuole iniziare il novo anno e offrire al pubblico italiano un variegato programma di film sloveni che spaziano dalle ultime produzioni ad ai classici restaurati. Una volta al mese, il Palazzo del Cinema diventerà dimora del film sloveno proposto con i sottotitoli in italiano. La rassegna unirà profondità ed espressività artistica di vari generi nonché ospiterà numerosi autori e le troupe che hanno collaborato alla realizzazione dei film proposti. Il Ciclo del cinema sloveno è realizzato in collaborazione con il Centro cinematografico sloveno, il Palazzo del Cinema, e l’Ufficio del Governo della Repubblica di Slovenia per gli sloveni d'oltreconfine e nel mondo, e fa parte del programma ufficiale della Capitale europea della cultura GO! 2025.

Il filo rosso della programmazione cinematografica sarà un intreccio di eventi dedicati a onorare il 25° anniversario del Premio Darko Bratina e del festival Omaggio a una visione. Con l’iniziativa, insieme agli ospiti, l’associazione vuole segnare un quarto di secolo del Premio, che porta un messaggio sul potere trasformativo, umanistico e poetico delle immagini in movimento.

Leggi maggiori informazioni sulla rassegna.